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Menu solo con il QR code: è a norma? Cosa resta su carta

Il QR può essere il menu principale, non l'unico modo di informare. Cosa dice la legge sui prezzi esposti, sugli allergeni per iscritto e sul cliente che non usa il telefono, con le norme di Lombardia, Veneto e Campania e le sanzioni.

Guida di VM Corporation · aggiornata il

In breve

Il menu con il QR code va bene, ma da solo non basta. Tre cose devono restare leggibili senza telefono:

  • i prezzi, esposti nel locale in un posto visibile a tutti (regolamento del testo unico di pubblica sicurezza, articolo 180) e, nelle leggi regionali, leggibili anche da fuori; con il servizio al tavolo il listino va messo a disposizione prima dell'ordine;
  • gli allergeni, che devono risultare anche da una documentazione scritta (decreto legislativo 231/2017, articolo 19, comma 8): per il Ministero della Salute i codici QR «non possono essere in ogni caso predisposti quali unici strumenti»;
  • una copia di carta per chi la chiede: nessuna legge nazionale lo dice con queste parole, ma le regole sui prezzi valgono per tutti i clienti, anche per chi non ha il telefono, e rifiutare il menu a chi non usa il QR, per un avvocato del consumo, è una pratica commerciale scorretta.

In pratica: QR sui tavoli, cartello dei prezzi dentro e fuori, documentazione degli allergeni stampata, qualche copia di carta in sala. Tutto deve dire le stesse cose.

I prezzi: esposti dentro, leggibili da fuori

La regola nazionale è vecchia ma in vigore: il regolamento del testo unico di pubblica sicurezza (regio decreto 635 del 1940, articolo 180) dice che i pubblici esercenti devono tenere esposte nel locale, «in luogo visibile al pubblico», la licenza e la tariffa dei prezzi. «Esposta» e «visibile al pubblico» vuol dire che chiunque entra la legge, senza chiedere e senza telefono: un QR appeso al muro non è una tariffa esposta.

Il resto lo dicono le leggi regionali sulla somministrazione di alimenti e bevande, che sono simili fra loro. La FIPE, la federazione dei pubblici esercizi, le riassume così: per le bevande una tabella dei prezzi dentro il locale; per gli alimenti, nei ristoranti, il menu o la tabella dei prezzi leggibili anche dall'esterno, così il cliente valuta prima di entrare; con il servizio al tavolo il listino va messo a disposizione prima dell'ordinazione, con il costo del servizio indicato chiaramente.

Il QR sui tavoli copre bene l'ultimo punto, per chi lo usa. Non copre il cartello dentro né il menu leggibile da fuori.

Cosa chiedono le leggi regionali

Tre esempi letti nel testo delle leggi. Se il tuo locale è in un'altra regione, la regola è quasi sempre la stessa: controlla la legge regionale sulla somministrazione, di solito all'articolo «Pubblicità dei prezzi».

Lombardia · legge regionale 6/2010, articolo 77
Bevandetabella dei prezzi esposta dentro il locale (comma 3, lettera a)dentro
Alimentistessa tabella, più «l'obbligo di esposizione del menù anche all'esterno dell'esercizio, o comunque leggibile dall'esterno» (comma 3, lettera b)dentro e fuori
Servizio al tavolo«il listino dei prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dell'ordinazione» e indicare il costo del servizio (comma 4); il prezzo dev'essere «chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico» (comma 5)prima dell'ordine

Sanzione: da 154 a 1.032 euro (articolo 80, comma 2, che rimanda all'articolo 17-bis, comma 3, del testo unico di pubblica sicurezza). Pagata entro 60 giorni, in misura ridotta (legge 689/1981, articolo 16: il doppio del minimo), sono 308 euro.

Veneto · legge regionale 29/2007, articolo 30
Prezzi delle consumazioniesposti «in modo chiaro, ben leggibile e visibile al pubblico anche dall'esterno durante l'orario di apertura, mediante l'utilizzo di un cartello, listino o altre idonee modalità», con l'indicazione del servizio al banco o al tavolo (comma 1)dentro e fuori
Chi serve pastimette a disposizione il menu con l'elenco delle consumazioni e i prezzi, e dice se gli alimenti non freschi sono surgelati o congelati (comma 2)menu
Maggiorazionieventuali costi in più per servizi particolari vanno scritti nei listini e nei menu (comma 4)scritte

Sanzione: da 258 a 1.550 euro (articolo 32, comma 4).

Campania · legge regionale 7/2020, articolo 98
Bevande«apposita tariffa prezzi» esposta dentro il locale, «ai sensi dell'articolo 180 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635» (comma 3, lettera a)dentro
Alimentistessa tariffa, più «l'obbligo di esposizione del menù anche all'esterno dell'esercizio, o comunque leggibile dall'esterno» (comma 3, lettera b)dentro e fuori
Servizio al tavolo«il listino dei prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dell'ordinazione e deve indicare l'eventuale componente del servizio» (comma 4); prezzo «chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico» (comma 5)prima dell'ordine

Sanzione: da 500 a 3.000 euro (articolo 149, comma 3). In caso di violazioni ripetute il Comune può sospendere l'attività fino a venti giorni (comma 7).

Nessuna di queste leggi vieta il menu digitale: chiedono che il prezzo sia leggibile da tutti, dentro e da fuori, prima di ordinare. Il modo più semplice è un foglio stampato con il menu e i prezzi in vetrina o in bacheca, la tabella delle bevande al banco, e il QR sui tavoli con qualche copia di carta per chi la chiede.

Gli allergeni: il QR non può essere l'unico strumento

Qui la legge è esplicita. Il decreto legislativo 231/2017 ammette i sistemi digitali per informare sugli allergeni, ma mette una condizione (articolo 19, comma 8): «In caso di utilizzo di sistemi digitali, le informazioni fornite dovranno risultare anche da una documentazione scritta e facilmente reperibile sia per l'autorità competente sia per il consumatore finale».

La nota del Ministero della Salute del 6 febbraio 2015 lo dice ancora più chiaro: app per smartphone, codici a barre e codici QR «non possono essere in ogni caso predisposti quali unici strumenti», perché non tutti sanno usarli.

Quindi, se gli allergeni sono nel menu digitale, in sala serve anche la documentazione scritta: una tabella piatti per allergeni o la lista degli ingredienti di ogni piatto, aggiornata insieme al menu, che il personale ha letto e firmato. Le sanzioni sono alte: da 1.000 a 8.000 euro se l'informazione c'è ma non nel modo previsto, da 3.000 a 24.000 euro se manca del tutto (articolo 23). Come fare la documentazione, piatto per piatto, è nella guida agli allergeni nel menu; il modello vuoto da stampare e compilare è nella tabella allergeni da stampare.

Il cliente senza telefono

Il cliente anziano, il turista senza connessione, chi ha il telefono scarico: a loro il QR non serve. Nessuna legge nazionale dice «devi dare il menu di carta a chi lo chiede». Ma le regole qui sopra valgono per tutti i clienti: il prezzo dev'essere «chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico», non solo a chi ha uno smartphone, e il listino va messo a disposizione prima dell'ordine.

Su Il Fatto Alimentare l'avvocato Paolo Martinello, esperto di diritto dei consumatori, lo dice senza giri di parole: rifiutare il menu di carta a un cliente che non vuole o non riesce a usare il QR code è una pratica commerciale scorretta, che l'Antitrust può sanzionare (Codice del consumo, decreto legislativo 206/2005, articoli 20 e seguenti). È un parere, non una sentenza; ma il rischio di una segnalazione si evita con poche copie stampate.

Una frase sul cartoncino del QR risolve quasi tutto:

Sul cartoncino del tavolo

«Inquadra il QR per il menu. Preferisci la carta? Chiedila, ce l'abbiamo.»

Cosa resta su carta, in pratica

Cosa serve
Menu con i prezzi leggibile da fuoriUn foglio stampato in vetrina, in bacheca o sulla porta, con coperto e servizio se li applichi. Si aggiorna quando cambi i prezzisempre
Tabella delle bevande dentroAl banco o alla cassa, in un punto visibile: caffè, acqua, bibite, vini al bicchieresempre
Documentazione scritta degli allergeniTabella o lista degli ingredienti, in sala o alla cassa, con il foglio delle firme del personalesempre
Qualche copia del menuPer chi la chiede e per quando il telefono non c'è: anche stampate in casa, in una cartellinaconsigliata
Un menu di carta per ogni tavoloNon lo chiede nessuna norma: è il QR che lo sostituisce, per chi lo usano

Il menu di carta per ogni tavolo è proprio quello che il QR ti fa risparmiare: ristampe a ogni cambio di prezzo, menu macchiati, piatti finiti cancellati a penna. Quello che resta su carta cambia poco e si stampa in casa.

Carta e QR senza fare confusione

Il rischio vero del menu doppio è che carta e QR dicano cose diverse: un prezzo nuovo sul telefono e quello vecchio sul cartello fuori. Il cliente si aspetta il prezzo che ha letto, e il cartello con il prezzo vecchio non è un prezzo «chiaramente e facilmente comprensibile». Tre regole:

  1. Il QR è il menu che cambia. Piatti del giorno, piatto finito, prezzo ritoccato: lo cambi dal telefono e chi inquadra il QR vede la versione nuova.
  2. La carta cambia lo stesso giorno. Quando cambi un prezzo o togli un piatto, ristampa il foglio in vetrina e le copie in sala prima del servizio. Se un piatto del giorno sta solo sul QR, dillo sul cartello: «piatti del giorno: chiedi in sala o inquadra il QR».
  3. La sala sa cosa c'è su carta e cosa no. Chi serve deve poter dare il menu di carta e la documentazione degli allergeni senza cercarli.

Per i surgelati vale lo stesso: l'asterisco o l'etichetta deve stare in tutte le versioni del menu, carta e QR. In Veneto la legge regionale lo chiede espressamente nel menu (articolo 30, comma 2); per tutti gli altri lo chiede la Cassazione. Come scriverlo è nella guida ai surgelati nel menu.

Con il menu digitale

Con il menu di VM Corporation i prezzi e gli allergeni sono scritti sotto ogni piatto, e li cambi dal telefono o con un vocale su Telegram: l'assistente ti mostra la modifica e salva solo quando confermi. Il QR sui tavoli resta lo stesso. Quello che la legge vuole su carta, la tabella dei prezzi fuori e la documentazione degli allergeni, resta un tuo foglio stampato: il menu digitale aggiorna solo sé stesso, quindi quando cambi un prezzo a voce ricordati del cartello. Se il menu con il QR lo devi ancora fare, anche con un PDF e un QR gratuito, i modi sono nella guida a come fare un menu con il QR code.

Il QR per i tavoli, in 30 secondi

Fotografa il menu di carta: in 30 secondi hai il menu digitale con il QR da stampare, con prezzi e allergeni sotto ogni piatto. Poi tocca «Cambialo a voce» e prova a cambiare un prezzo con un vocale. La prova è gratis e senza registrazione, e il menu demo resta online 7 giorni.

Se ti piace, lo attiviamo nel tuo locale in 24 ore: 19 € al mese o 190 € l'anno, IVA inclusa, voce compresa, nessun costo di attivazione.

Domande frequenti

Posso togliere del tutto il menu di carta e tenere solo il QR code?

Il QR può essere il menu principale, ma non l'unico modo di informare. I prezzi devono restare esposti nel locale in un posto visibile a tutti e, nelle leggi regionali, leggibili anche da fuori; gli allergeni devono risultare anche da una documentazione scritta, perché per il Ministero della Salute i codici QR non possono essere l'unico strumento; e a chi non ha o non usa il telefono conviene dare una copia di carta. Quindi: QR sui tavoli, cartello dei prezzi, documentazione degli allergeni e qualche copia di carta in sala.

Il cartello dei prezzi fuori dal locale è obbligatorio?

Dipende dalla regione, ma nella maggior parte sì. Le leggi regionali di Lombardia, Veneto e Campania, per esempio, chiedono che il menu o i prezzi siano leggibili anche dall'esterno del locale durante l'apertura; la FIPE scrive che è una regola comune alle leggi regionali. Un QR sulla vetrina da solo non basta: chi passa deve poter leggere i prezzi senza telefono. Va bene un foglio stampato in vetrina o in bacheca.

Gli allergeni scritti nel menu con il QR bastano?

No. Il decreto legislativo 231/2017 (articolo 19, comma 8) ammette i sistemi digitali, ma vuole che le informazioni risultino anche da una documentazione scritta, facile da trovare per il cliente e per i controlli. La nota del Ministero della Salute del 2015 dice che app e codici QR non possono essere l'unico strumento. Tieni in sala la tabella o la lista degli ingredienti stampata, aggiornata insieme al menu digitale e firmata dal personale.

Cosa rischio se il menu è solo sul QR code?

Dipende da cosa manca. Prezzi non esposti o non leggibili: una sanzione fissata dalle leggi regionali, per esempio da 154 a 1.032 euro in Lombardia, da 258 a 1.550 euro in Veneto, da 500 a 3.000 euro in Campania. Allergeni senza documentazione scritta: da 1.000 a 8.000 euro se l'informazione c'è ma non nel modo previsto, da 3.000 a 24.000 euro se manca del tutto (decreto legislativo 231/2017, articolo 23). Rifiutare il menu a chi non usa il telefono, per un avvocato del consumo, è una pratica commerciale scorretta.

Un tablet del locale al tavolo vale come il menu di carta?

Risolve il problema del cliente senza telefono, perché il dispositivo lo dai tu. Non toglie però gli altri obblighi: i prezzi devono restare esposti e leggibili da fuori, e gli allergeni devono risultare anche da una documentazione scritta. E un tablet che si scarica o si rompe a metà servizio ti lascia senza menu: qualche copia di carta costa poco.

Quante copie di carta devo tenere?

Nessuna legge fissa un numero. Servono per chi le chiede, non per tutti i tavoli: in un locale da 40 coperti bastano di solito poche copie, anche stampate in casa e messe in una cartellina. Conta che dicano le stesse cose del menu digitale: quando cambi un prezzo sul QR, cambialo lo stesso giorno sul cartello fuori e sulle copie di carta.

Fonti

Questa guida spiega le regole in parole semplici e non sostituisce un consulente: le leggi regionali cambiano da regione a regione, e per il tuo caso chiedi alla tua associazione di categoria o al SUAP del Comune.